Sport Tech Talk: startup e innovazione per immaginare lo sport del futuro

Sport Tech Talk
Come cambierà lo sport grazie all’intelligenza artificiale, ai dispositivi indossabili e all’analisi dei dati? È stata questa la domanda al centro dello Sport Tech Talk, il panel promosso dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI Emilia-Romagna nell’ambito di We Make Future, che il 24 giugno ha riunito istituzioni, startup e professionisti del settore per confrontarsi sulle nuove tecnologie destinate a trasformare il modo di allenarsi, prevenire gli infortuni e migliorare le prestazioni degli atleti.
Ad aprire l’incontro è stato Vittorio Andrea Vaccaro, Consigliere Nazione e Vice Presidente Scuola Regionale dello Sport, mentre la moderazione è stata affidata a Martina Santandrea, che ha guidato il dialogo tra alcune delle realtà più innovative del panorama sport tech italiano: Futura Tech Company, VIKN Lab e Alteres.
Quattro startup, quattro approcci differenti, ma un obiettivo comune: mettere l’innovazione al servizio dello sport, offrendo strumenti capaci di supportare atleti, tecnici e società sportive nelle sfide di oggi e di domani.
Da indumenti intelligenti che integrano sensori biometrici e sistemi di sicurezza, a piattaforme basate sull’intelligenza artificiale per la prevenzione degli infortuni, fino a soluzioni che valorizzano il patrimonio di dati delle federazioni sportive, il confronto ha offerto una panoramica concreta sulle tecnologie che stanno ridisegnando l’ecosistema sportivo.
Dall’abbigliamento intelligente all’assistente virtuale per l’atleta
La dott.ssa Francesca Minto, fondatrice di Futura Tech Company, ha presentato una visione che punta a concentrare in un unico capo tecnico diverse funzioni oggi distribuite tra più dispositivi. La startup sta sviluppando una tuta intelligente dotata di pesi modulari, sistemi LED integrati per garantire visibilità durante gli allenamenti serali e, nelle evoluzioni future, sensori biometrici capaci di monitorare parametri fisiologici e qualità del movimento.
L’obiettivo è accompagnare l’atleta durante l’allenamento senza distrazioni: oltre al monitoraggio dei dati, il progetto prevede infatti l’integrazione di un assistente vocale che consentirà di ricevere informazioni in tempo reale senza dover consultare smartwatch o altri dispositivi.
La roadmap della startup prevede il lancio del primo MVP attraverso una campagna Kickstarter in concomitanza con RiminiWellness, accompagnata da una rete di collaborazioni con palestre e personal trainer, chiamati a diventare partner e non sostituti della tecnologia.
L’intelligenza artificiale per prevenire gli infortuni

A seguire, il dott. Michele Zasa – Direttore Sanitario della Clinica Mobile nel Mondo – ideatore di VIKN Lab, ha presentato una piattaforma di analisi predittiva basata sull’intelligenza artificiale, progettata per supportare atleti e staff tecnici nella prevenzione degli infortuni e nell’ottimizzazione delle prestazioni.
Il progetto nasce dall’esperienza nel motorsport e dall’incontro tra competenze mediche e ingegneristiche, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare dati fisiologici, motori e cognitivi degli atleti per individuare precocemente condizioni di stress e rischio di infortunio.
Secondo Zasa, la tecnologia non sostituirà mai allenatori e preparatori atletici, ma rappresenterà uno strumento decisionale sempre più prezioso. L’algoritmo, infatti, è pensato per supportare lo staff tecnico nella programmazione degli allenamenti, aiutando a comprendere quando un atleta sta attraversando una fase di sovraccarico fisico o mentale.
Durante il confronto è emerso anche un tema culturale: la necessità di superare le resistenze ancora presenti in parte dello sport professionistico italiano nei confronti dell’utilizzo dei dati come strumento di supporto alle decisioni.
Dare valore ai dati dello sport
A chiudere il panel è stato il dott. Federico Lorenzo Bruno, atleta e ricercatore in intelligenza artificiale, fondatore di Alteres.
Partendo dalla propria esperienza nel mondo dell’atletica, Bruno ha raccontato come sia nato il progetto Tutto Atletica, una piattaforma che semplifica la ricerca delle competizioni sportive aggregando automaticamente informazioni provenienti dai calendari federali.
Attraverso l’intelligenza artificiale, il sistema consente ad atleti, tecnici e appassionati di trovare rapidamente le gare di interesse, ma soprattutto permette alle federazioni di trasformare grandi quantità di dati già disponibili in strumenti utili per la pianificazione e la gestione delle attività sportive.
I risultati iniziali dimostrano il potenziale dell’iniziativa: in poche settimane dal lancio, la piattaforma ha registrato decine di migliaia di visite, attirando l’interesse di diverse federazioni sportive.
Nel corso del dibattito il confronto si è esteso anche al rapporto tra innovazione e organizzazioni sportive.
È emerso come la trasformazione digitale non riguardi soltanto nuove tecnologie, ma soprattutto un cambio di mentalità, capace di valorizzare dati, competenze e strumenti scientifici a supporto delle decisioni.
Nelle conclusioni il dott. Vaccaro ha evidenziato come il sistema sportivo abbia oggi l’opportunità di compiere un salto di qualità, superando approcci basati esclusivamente sull’intuizione per adottare strumenti che consentano valutazioni più oggettive e strategie più efficaci.
Il panel ha così offerto una fotografia concreta di uno Sport Tech italiano sempre più maturo, dove startup, ricerca scientifica e istituzioni iniziano a dialogare con continuità per costruire nuovi modelli di allenamento, gestione e sviluppo dello sport.
Una direzione che la Scuola Regionale dello Sport del CONI Emilia-Romagna continua a sostenere con convinzione, rafforzando anno dopo anno la propria presenza all’interno di We Make Future.

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