Convegno 4 novembre 2017

Sala convegni Coni Regionale Emilia Romagna – Palazzo Coni

 via dei Trattati Comunitari Europei, 7 Bologna

Il 4 novembre 2017 nella sala convegni del Palazzo Coni, a Bologna, si è tenuta la giornata commemorativa in ricordo del prof. Dott. Carlo Descovich, organizzata da Olga Cicognani, per il Centro Studi per l’Educazione Fisica, coadiuvata da Oliviero Zanardi e da Marino Segnan, coadiuvato dal figlio Davide dall’ANVGD(Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) Comitato provinciale di Bologna.

La figura di Descovich, alla presenza di 150 persone tra familiari, relatori e convenuti è stata tratteggiata da un ricco programma, che dapprima ha previsto interventi di autorità : Umberto Suprani, Presidente Coni, Comitato Regionale Emilia Romagna; Carlo Descovich, nipote e rappresentante Famiglia Descovich; Giuseppe Cindolo, Presidente Nazionale Centro Studi per l’Educazione Fisica e F.I.E.F.S.; Marino Segnan, Presidente ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) di Bologna; Matteo Lepore, Assessore Sport Comune di Bologna; Andrea Ceciliani,  Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive e proseguita con le relazioni dei conferenzieri, Galeazzo Bignami, consigliere regionale.

Da sinistra: Giuseppe Cindolo, Umberto Suprani, Marino Segnan, Matteo Lepore

Il saluto di Giuseppe CindoloPresidente Nazionale Centro Studi per l’Educazione Fisica e F.I.E.F.S.

 

“E’ con una certa emozione che mi accingo ad avere il privilegio di ricordare il Prof. Carlo Descovich.

La sala del Centro Studi di Bologna a lui da tempo dedicata, vuole ricordare l’uomo che, con il suo impegno e dei suoi meritevoli collaboratori, ha avuto l’intuito di costituire un Centro Studi per l’Educazione Fisica riconoscendo e valorizzando l’attività motoria anche in ambito medico-scientifico.

La costituzione dell’ Istituto Superiore di Educazione Fisica di Bologna, che ho avuto il piacere e l’onore di frequentare, dopo l’approvazione della legge 7/2 n°88 del 1958, è soprattutto merito del costante impegno del C.S.E.F.  culminando con il riconoscimento ad Ente morale con decreto del Presidente della Repubblica nell’ottobre del 1959.

Caro “Carlo”

 gli Educatori Fisici e Sportivi d’Italia e le Associazioni Unite di Educazione Fisica ti ricorderanno sempre …….evviva l’Educazione Fisica e ……..GRAZIE!”

Giuseppe Cindolo, Presidente Nazionale C.S.E.F.

 

Interessante e commovente l”intervento del nipote, dott. Carlo Descovich nel ricordo del nonno e rappresentante della famiglia Descovich, che ha seguito tutte le fasi dell’iniziativa, in particolare la figlia Marilena e il di Lei figlio Guglielmo Garagnani.

Da sinistra: Marino Micich, Marino Segnan, Giuseppe De' Vergottini

CARLO DESCOVICH,  “UOMO ED ESULE”

 

Carlo Descovich nasce a Weinberge (Praga) il 28 giugno del 1908, da madre praghese, Sdenka Truxa, e da padre, Gustavo Descovich, italiano di Fiume.

Dopo aver trascorso la fanciullezza e l’adolescenza nella città di Fiume, con l’annessione di questa all’Impero Austro-Ungarico, Descovich si trasferisce a Graz e inizia gli studi di medicina presso la prestigiosa università della città, ove la sua famiglia benestante possiede una casa per la villeggiatura. Successivamente, a seguito della disposizione del Governo Italiano di rimpatriare gli studenti italiani all’estero, Descovich prosegue gli studi a Bologna, presso il cui ateneo consegue, il 4 luglio 1932, la laurea a pieni voti.

Negli anni successivi alla laurea si aggiungono tre diplomi di specializzazione: in Tisiologia, nel 1936, presso l’Università di Padova; in Puericultura ed Igiene Infantile, nel 1937, e, nel 1938, in Clinica Pediatrica, presso l’Università di Bologna.

Terminati gli studi, si ricongiunge alla sua famiglia a Fiume, dove comincia ad esercitare la professione di pediatra e dove assume ben presto la direzione di un Istituto per l’Infanzia, il Preventorio Villa Italia, mantenendo tale incarico fino all’agosto 1946.

Nel frattempo svolge, a seguito del suo passato sportivo come canottiere, le funzioni di ultimo presidente del C.O.N.I. di Fiume italiana e di presidente dell’U.S. fiumana.

Durante il secondo conflitto mondiale diviene maggiore-medico ed è successivamente decorato con tre Croci al Merito di Guerra.

Costretto nel 1946 a lasciare Fiume come profugo, si trasferisce definitivamente a Bologna, da lui scelta come città di adozione, continuando qui la sua opera di pediatra, sia come libero professionista, sia come appartenente all’Istituto Provinciale per l’Infanzia e Maternità, del quale svolge la funzione di primario pediatra dal settembre 1946 al febbraio 1963, e del quale più tardi diviene direttore.

 Sulla base di questo primo tratto di biografia, la figura di “Uomo ed esule” è stata sapientemente colta dal Prof. Giuseppe de’Vergottini, Professore Emerito Facoltà di Giurisprudenza Bologna, che ne rammenta emblematicamente e con dati storici oggettivi l’italianità di fiume e l’esodo della popolazione dopo la seconda guerra mondiale in seguito all’occupazione jugoslava;  dal  Cav. Marino Segnan, Presidente ANVGD Bologna con il tema:”L’impegno avuto nell’inserimento degli esuli a Bologna e le attività svolte” e ne  riporta come da buon fiumano non dimenticò mai di essere innanzitutto esule e ricoprì per molti anni con ammirevole dedizione la carica di Presidente del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, favorendo le iniziative per i profughi giuliani e dalmatiDott. Marino Micich, Direttore Centro Studi Fiumani e del Museo fiumano di Roma con il tema: “L’accostamento della professione medica a Fiume con i relativi risultati e la loro figura”ricordando la predisposizione di molti medici fiumani a partecipare alle lotte politiche della propria comunità.

 

 DESCOVICH: IL MEDICO

 Trasferitosi definitivamente a Bologna, continua la sua opera di pediatra, sia come libero professionista, sia come appartenente all’Istituto Provinciale per l’Infanzia e Maternità, del quale svolge la funzione di Primario pediatra dal settembre 1946 al febbraio 1963, e del quale più tardi diviene direttore.  Nel 1958 ottiene la libera docenza in Puericultura presso la Scuola di Specializzazione di Medicina ed Igiene Scolastica di Bologna.

Pediatra emerito, svolge nel corso degli anni un’intensa e proficua attività nel campo sanitario e clinico della pediatria, divenendo esponente e organizzatore di diverse istituzioni a carattere pedagogico e sociale; tra queste: il Centro Immaturi dell’Istituto Infanzia e Maternità di Bologna, l’Ostello Madre – Figlio, l’Asilo Nido, la Prescuola Materna e soprattutto i gruppi famiglia realizzati all’interno del Brefotrofio per combattere le conseguenze negative generate nel bambino dall’assenza della figura materna.

Diviene membro della Società Italiana di Pediatria, della Società Italiana dell’Assistenza Medico-Educativa, della Società Medico-Chirurgica di Bologna; componente del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Nipiologia e Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale dei Sanitari degli Istituti Provinciali per l’Assistenza all’Infanzia.

Svolge un’intensa e vasta attività di studio e di ricerca, in particolar modo nell’ambito della fisiopatologia dell’infanzia, scrivendo su questo argomento numerose pubblicazioni scientifiche.

Seguono gli interventi  sulla figura di “uomo medico” da parte del Prof. Gian Paolo Salvioli, con “Il ruolo di Descovich nella pediatria”; Dott. Antonio Spicciarelli, I metodi innovativi nella pediatria e infanzia abbandonata nella provincia di Bologna”; Prof. Franco Merni, Professore associato Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Bologna con “L’insegnamento ai neo docenti di ginnastica e la cura delle distrofie nei bambini”.

Da sinistra: Gianpaolo Salvioli, Antonio Spicciarelli, Franco Merni

DESCOVICH:  LO SPORTIVO

Il vasto orizzonte di interessi fa in modo che Descovich si avvicini sempre più all’Educazione Fisica, divenendo un tenace assertore della necessità di fare di tale scienza uno strumento per il bene dell’intera società. Egli infatti considera l’esercizio fisico come una potente risorsa moralizzatrice e come un mezzo insostituibile per la formazione eumorfica dell’individuo.

Abbracciando la causa dell’Educazione Fisica, assume diverse cariche e diviene artefice di importanti iniziative e realizzazioni: è socio fondatore della Società Italiana di Ginnastica Medica, del cui Consiglio Direttivo fa parte fin dalla fondazione, avvenuta nel 1952, e di cui successivamente, negli anni 1973-1974, assume la presidenza; svolge inoltre la mansione di segretario di redazione della rivista “La Ginnastica Medica”, organo ufficiale di tale società.

E’ organizzatore del 2° Congresso e del 19° Congresso S.I.G.M., tenutasi a Bologna rispettivamente nel 1953 e nel 1973.

Nel 1956 su sua iniziativa, si crea una commissione costituita da educatori fisici e medici che, nel giugno di tale anno, promuove la formazione del Centro Studi per l’Educazione Fisica di Bologna, con carattere associativo, avente lo scopo di approfondire gli studi in materia di Educazione Fisica e di divulgare l’applicazione di tale disciplina.

Viene eletto all’unanimità come primo Presidente del Centro, eretto ad Ente Morale il 6 ottobre del 1959.

A capo di suddetto Centro, nel 1959, contribuisce in maniera determinante a fondare l’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Bologna, parificato il 31 ottobre del 1960, di cui riveste la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione fino al febbraio 1963. Presso tale Istituto, poi, diviene incaricato dell’insegnamento di Ginnastica Correttiva.

Nel 1957 si fa promotore del 1° Convegno Regionale per l’Educazione Fisica nella Scuola Primaria.

Nel 1963 assume la direzione della rivista “Educazione e Sport nella Scuola”, che diviene l’organo ufficiale del C.S.E.F.

Nel 1967 organizza il Congresso Europeo di Educazione Fisica in Bologna, dal quale origina, nel 1969, il Centro Studi Europeo per l’Educazione Fisica, del cui Comitato di Organizzazione è Presidente.

Per la diffusione e valorizzazione dell’Educazione Fisica partecipa come relatore a numerosi convegni e corsi di aggiornamento in varie città italiane, e diviene anche membro straordinario dell’Associazione Internazionale degli Sport di Buenos Aires.

Di notevole rilievo è inoltre la ricerca scientifica nel campo dell’Educazione Fisica e della ginnastica medica, in particolar modo riguardo ai vizi di portamento, per combattere i quali auspica l’introduzione di una mirata ginnastica preventiva e formativa nella scuola.

Nel 1968 viene insignito dalla Federazione Nazionale Italiana Educatori Fisici di una targa di benemerenza per il contributo dato allo sviluppo dell’Educazione Fisica e sportiva italiana.

All’età di 68 anni, il 28 agosto 1976, un improvviso malore lo coglie in terra straniera, a Nairobi in Kenia, dove si era recato su invito di un impresario italiano ivi residente che aveva adottato tre orfani gemelli del Brefotrofio Bolognese, del quale il Prof. Descovich era responsabile, e per conto del quale aveva curato le adozioni.

Per la sua etica professionale, la sua intensa ed appassionata opera e per il suo amore per l’attività motoria, viene da tutti i suoi collaboratori considerato come un maestro che indica la via da seguire e come un vero amico dell’Educazione Fisica.

Molto interessante l’ intervento  di Abdom Pamich: Lo sport nel territorio di Fiume“che ricorda alcuni sportivi esuli fiumani come lui giunti profughi in Italia e ne sottolinea l’umanità e in particolare le non comuni capacità di Descovich profuse in un periodo difficile di ricostruzione del Paese dopo le tragedie della seconda guerra mondiale.  Abdom Pamich, è un ex marciatore, vinse la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma ’60 e la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokio ’64 nella 50km di marcia ed europeo, nonché 40 volte campione italiano su varie. Nel 1961 sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma ha stabilito il record mondiale dei 50000 m di marcia (125 giri di pista lunga 400 metri), con il tempo di 4h14’02″4. È stato inoltre il portabandiera del tricolore italiano durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972.

Oliviero Zanardi, ex dipendente ISEF, ripercorre attraverso “La fondazione dell’I.S.E.F.: dal Centro Studi per l’educazione fisica all’I.S.E.F.” con testimonianze vissute e  preziose slide fotografiche, conservate negli archivi del Centro Studi per l’educazione fisica, sia la nascita dello stesso e l’impegno profuso da Descovich per il neonato I.S.E.F. di Bologna, il  Prof. Renato Tosi che con “Testimonianze dirette di rapporti tra il prof. Carlo Descovich e la prof.ssa Aurora Tosi Savorelli, ne ricorda la figura di Descovich come vero estimatore e “amico” dell’educazione fisica tale da considerare “geniali” le idee di fondare il Centro Studi Educazione Fisica prima e promuovere la nascita Dell’ISEF di Bologna poi, dal quale discenderanno poi quelli di Padova e Catanzaro. In una riunione preparatoria al Congresso – cita Renato Tosi- una collega parlò di “insegnanti di ginnastica” e Descovich disse : spero che gli insegnanti di ginnastica non vengano, ma vengano gli insegnanti di educazione fisica e brevemente, ma molto chiaramente, spiegò cosa intendeva in questa distinzione. Chiude questa seconda fase interventi   Bruno Grandi, già Presidente mondiale della Federazione Ginnastica.

Le conclusioni del convegno ad opera della Prof.ssa Olga Cicognani hanno condotto ad una breve ricostruzione del Centro studi per l’educazione fisica, per quanto concerne le varie ubicazioni, fino ad arrivare all’attuale sede all’interno del Palazzo Coni, Comitato regionale Emilia Romagna, inaugurata il 6 aprile 2016 in via dei Trattati Comunitari Europei, 7 a Bologna, ha condotto familiari e pubblico a visitare  la mostra fotografica dedicata all’intensa attività del prof. Carlo Descovich, allestita nelle sale della biblioteca sportiva e Centro Studi a cura della stessa e di Oliviero Zanardi e custodita nell’archivio de Centro studi per l’educazione fisica.

Alle ore 12.30, nel momento in cui la bandiera di Fiume, al suono dell’ Inno d’Italia, cadeva dalle mani della figlia Marilena Descovich Garagnani, Marino Segnan e Giuseppe Cindolo,  veniva  scoperta la targa, donata dall’ ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) Comitato provinciale di Bologna.

Da sin: Olga Cicognani, Abdom Pamich, Bruno Grandi, Oliviero Zanardi, Renato Tosi

A conclusione del convegno, un altra vecchia targa, restaurata sempre dall’ ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) viene inaugurata e posata sopra la porta dello  viene inaugurata e posata sopra la porta dello C.S.E.F. – F.I.E.F.S. e un ricchissimo buffet, offerto dalla famiglia Descovich, chiuderà la giornata i studi.