Sul ring del PalaDozza di Bologna, davanti a un pubblico entusiasta, Pamela Malvina Noutcho Sawa ha scritto una pagina storica per la boxe italiana, conquistando la cintura mondiale IBO dei pesi leggeri dopo un match intenso e combattuto contro l’argentina Karen Elizabeth Carabajal.
Un incontro difficile, tecnico e fisicamente impegnativo, in cui Pamela ha saputo imporsi ai punti, dimostrando una straordinaria combinazione di forza, tecnica e carattere. L’avversaria, più esperta (27 match di cui 25 vinti) e con un allungo superiore, si è rivelata ostica fino all’ultimo colpo, ma la pugile bolognese ha mostrato grande lucidità e resistenza, ribaltando i pronostici con una prestazione di altissimo livello.
“Dedico questa vittoria a tutte le persone che non riescono a vivere con dignità, in particolare a chi subisce gli effetti della guerra e della crisi economica — ha dichiarato Pamela al termine del match —. È stato un incontro durissimo, contro un’avversaria di grandissimo spessore. Ho paura di svegliarmi domani mattina e rendermi conto di essermi sognata tutto”.
Una campionessa sul ring e nella vita
Originaria del Camerun, ma residente a Bologna fin da bambina, Pamela è l’esempio perfetto di come determinazione, lavoro e valori umani possano convivere in un’unica storia.
Oltre alla carriera sportiva, infatti, Pamela lavora come infermiera all’Ospedale Maggiore di Bologna, professione che non ha mai abbandonato, neppure durante gli anni più duri della pandemia, quando si è distinta per dedizione e umanità verso i pazienti.
Il suo percorso sportivo è un crescendo di successi: dal titolo italiano Elite nei pesi leggeri (64 kg) alle due cinture europee EBU Silver, fino al titolo mondiale IBO conquistato nel 2025.
Una carriera costruita giorno dopo giorno, tra turni in corsia e allenamenti alla Bolognina Boxe, sotto la guida del coach Alessandro Dané.
Una storia di riscatto e inclusione
La sua non è solo una storia sportiva, ma anche una testimonianza di integrazione e riscatto personale.
Arrivata in Italia all’età di 8 anni, Pamela ha dovuto attendere vent’anni per ottenere la cittadinanza italiana, traguardo raggiunto solo a 30 anni dopo un lungo percorso burocratico e umano.
Oggi vive e si allena nel cuore multietnico di Bologna, nel quartiere Bolognina, dove la sua palestra rappresenta un punto di incontro e un simbolo di solidarietà e inclusione sociale per tanti giovani.
Un esempio per lo sport italiano
A 33 anni, Pamela Malvina Noutcho Sawa dimostra che la passione e la perseveranza possono abbattere qualsiasi barriera.
Sul ring e nella vita, continua a combattere per i valori in cui crede — dignità, uguaglianza e rispetto — portando con sé la fierezza di chi sa da dove viene e la forza di chi non smette mai di crederci.
La sua vittoria non è solo una medaglia, ma il simbolo di una storia di coraggio e umanità che onora lo sport italiano.











