Esattamente trent’anni dopo l’epopea della Jomsa, che portò Rimini sul tetto d’Italia con scudetti e Coppe Italia, la pallamano riminese sta vivendo una nuova, entusiasmante primavera. L’articolo de Il Resto del Carlino racconta una rinascita che non è solo una celebrazione del passato, ma un progetto concreto che sta riaccendendo la scintilla in tutta la città. Tutto è ripartito grazie alla determinazione di figure come Simona Domeniconi, che di quella squadra leggendaria fu protagonista in campo, e alla visione del presidente della Rinascita Rimini, Renzo Pari. Insieme a un gruppo affiatato di genitori e tifosi, sono riusciti a riportare il calore del pubblico nelle tribune del pattinodromo di via Lagomaggio, che recentemente è tornato a vibrare come ai vecchi tempi del PalaFlaminio.
La storia della pallamano a Rimini è un lungo viaggio iniziato nel 1972 con la Polisportiva Tre Tre, passato attraverso promozioni esaltanti e periodi d’oro negli anni ’80, quando i derby cittadini richiamavano migliaia di spettatori. Dopo la triste chiusura del club nel 2013, il vuoto lasciato è stato finalmente colmato da una struttura che mette al centro i giovani. Le squadre Under 16 e Under 14 sono oggi la prova tangibile di questo successo, vantando atleti tecnicamente promettenti che rappresentano la base su cui costruire il futuro. La festa stagionale, a cui hanno partecipato anche il Vescovo Monsignor Nicolò Anselmi e il senatore Croatti, ha dimostrato che lo sport è tornato a essere un punto di riferimento per la comunità, capace di unire generazioni diverse sotto i colori della passione sportiva.
Il movimento non si ferma ai confini comunali, ma si sta espandendo con vigore anche verso Savignano e Santarcangelo di Romagna. Grazie alla collaborazione con l’assessore allo sport Michele Lari e al progetto Scuola Attiva Junior, la pallamano sta riconquistando il suo spazio nelle scuole e tra i giovanissimi. Se il passato è rappresentato dai trofei e dai nomi storici come quello del patron Paolo Jommi, il presente è fatto di tamburi, cori e un entusiasmo contagioso che lascia intravedere un futuro ricco di soddisfazioni. Rimini ha riscoperto la sua identità sportiva, dimostrando che dopo trent’anni quella fiamma non si è mai spenta, ma attendeva solo le persone giuste per tornare a bruciare con forza.









